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Non aver paura, Lulù - No tengas miedo, Lulú
Pedro Juan Gutiérrez
Un’anteprima mondiale delle opere visuali di Pedro Juan Gutiérrez, la prima pubblicazione in Europa di suoi versi. I testi e le immagini di questo libro testimoniano l’epoca rabbiosa d’incubazione e l’articolato percorso odierno dell’autore. Con la sua scrittura intessuta di immagini e scene ricorrenti, quasi ossessive, sfacciate o angosciose, strazianti e senza dolcezza, Pedro Juan Gutiérrez è il feroce interprete di un cumulo insostenibile fatto di disperazione, caos, disfacimento, noia, miseria, crudeltà, fuga nel sesso e nell’alcol. Una realtà gridata senza filtri negli anni in cui i media cubani negavano la situazione difficile in cui versava il paese. A fare da contrappeso al torrido clima tropicale, c’è un’inaspettata presenza del freddo e di luoghi distanti (dalla Scandinavia alla Patagonia, dal Massachussetts ad Amsterdam), schegge dell’esperienza di un instancabile viaggiatore.
I testi e le immagini di questo libro provengono da quattro raccolte introvabili in Europa: Espléndidos peces plateados (Editorial Nueva Generación, Buenos Aires 1996), Fuego contra los herejes (Faro Editorial & Culturales Hierbabuena, Buenos Aires 1998), Yo y una lujuriosa negra vieja (Lanctôt, Montréal, 2005) e e No tengas miedo, Lulú. Y otros poemas visuales (inedita)
Nota del curatore
Vado a trovarlo nel brulicante e diroccato quartiere di Centro Avana, tra il benestante Vedado e la monumentale Avana Vecchia restaurata. Vive sull'altissima terrazza del tetto di un edificio in calle San Lázaro, di spalle al lungomare del Malecón, a sua volta simile a una bizzarra dentatura leccata dal salmastro, con spazi vuoti, carie e capsule lucidissime. "La letteratura che scrivo" mi dice Pedro Juan "è schizofrenica, paranoica, in perenne conflitto. Mi compenetro profondamente con i miei personaggi, soffro o godo o mi ubriaco con loro. E poi ricordo molto di quel che mi è accaduto. Mi tiro fuori le cose dalle viscere, senza pietà per me stesso: quando finisco un libro, emozionalmente sono sfinito. Non so scrivere con la punta delle dita. E cerco lettori che mi somigliano, un po' matti e ribelli, gente che rischia."
Veda i poemi visuali:
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