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Motivazione
del Premio Narrativa Sud del Mondo 2003 assegnato a Pedro
Juan Gutiérrez per Carne di cane
Fedeli alla loro vocazione
di diffondere le letterature meno pubblicizzate - come quelle
dell’Europa dell’est, la produzione letteraria
femminile di aree geografiche e culturali meno note, la narrativa
dei paesi extra-europei -, le edizioni
E/O hanno istituito il Premio
Narrativa Sud del mondo per promuovere l’opera
di autori provenienti da paesi poveri e non inseriti nei grandi
circuiti della comunicazione mediatica.
Ogni anno sarà
prescelta un’opera di alto livello letterario e si cercherà
di darle, attraverso la pubblicazione e la promozione, il
risalto che merita nel mondo delle lettere internazionali,
risalto che a volte rischia di non avere solo per motivi extra-letterari.
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Nel
2003 abbiamo scelto il libro CARNE
DI CANE dello scrittore cubano Pedro
Juan Gutiérrez.
Da anni questo autore ha costruito,
attraverso un’opera varia e ricca che si articola
essenzialmente nel ciclo
narrativo di Avana Centro di cui CARNE DI CANE è
il capitolo conclusivo, una cronaca originale della
vita contemporanea a Cuba incentrata sulle avventure
picaresche di un personaggio che porta lo stesso nome
dell’autore: Pedro Juan. Questi è assorbito
da una strenua lotta per la sopravvivenza fisica e spirituale
in un contesto di miseria , violenza e caos crescenti
che caratterizzano la vita di tante persone nei paesi
del Sud del mondo.
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Nei libri di Gutiérrez
non c’è traccia di buoni sentimenti, di moralismo,
di terzomondismo patetico. C’è la cronaca spietata
della quotidiana lotta per vivere, per conquistare la razione
giornaliera di cibo, alcol e piacere necessaria per tirare
avanti. C’è anche l’orgogliosa rivendicazione
di una cultura della povertà, dove l’ozio, la
sensualità, una certa autenticità umana, si
contrappongono sorprendentemente come valori a quelli della
laboriosità e dell’autocontrollo, sbandierati
in maniera ipocrita dal Nord del mondo. Non solo, ma il disprezzo
nei confronti degli stili di vita dei paesi poveri giunge
a colpevolizzare popolazioni già punite da condizioni
di vita difficilissime.
Questo “elogio
della povertà e dell’ozio” è lontano
da qualsiasi ideologia pauperistica, ma è constatazione
e racconto di alcune opportunità paradossalmente offerte
dalla vita di miseria cui sono costretti gli abitanti di tanta
parte del pianeta. Gutiérrez non risparmia nulla al
lettore degli aspetti più bestiali della vita dei poveri
nel Sud del mondo, ma racconta pure con ironia il piacere
di un sesso disinibito e la libertà dagli orari e dalle
convenzioni del mondo sviluppato.
Il viaggio agli
inferi di Gutiérrez resta in ogni istante una discesa
all’inferno terribile per il lettore, un’esperienza
difficilmente dimenticabile, anche perché gli orrori
raccontati, la solitudine, la fame,la paura, sono filtrati
da una scrittura asciutta e da una visione culturale nobile.
Una scrittura che sembra fare per le masse povere del terzo
mondo quello che la scrittura altrettanto secca di Raymond
Carver fa per l’inferno piccolo borghese nordamericano:
evocare la profondità degli abissi della miseria umana
con l’uso minimo dei mezzi espressivi. A questa straordinaria
capacità di scrittura, a questo stile originale che
aderisce fedelmente alla realtà che racconta e le conferisce
una potenza archetipa, Gutiérrez associa una visione
culturale che é nel solco di una certa tradizione letteraria
cubana e che in questa trova le risorse umane e artistiche
per affrontare la disperazione materiale, esistenziale e metafisica.
Per questo motivo assegniamo
a Pedro Juan Gutiérrez il Premio
Narrativa del Sud del Mondo 2003, che consiste in:
- la pubblicazione dell’opera
in Italia da parte delle Edizioni e/o;
- la promozione dell’opera
stessa attraverso l’invito dell’autore in Italia
per una serie di incontri pubblici.
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