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  Melancolía de los leones (Italia)  
 

Malinconia dei leoni
Pedro Juan Gutiérrez

Edizioni E/O, Roma, Italia
Colezione Dal mondo
Pubblicato nel 2002
Trad. dallo spagnolo di Pino Cacucci
Titolo originale: Melancolía de los leones
ISBN: 8876414754
pp. 128
Gutiérrez-Malinconia dei leoni (Edizioni e/o)

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Forse è davvero scaturita dalle pieghe della memoria di malinconici leoni rinchiusi in un recinto - precisamente a questo scopo si potrebbe congetturare - la nuvola di immagini, annotazioni, aforismi e apologhi che insieme a brevi e fulminanti racconti riempiono le pagine di questo ultimo Gutiérrez. E anch'egli, perché escluderlo?, potrebbe plausibilmente aggirarsi inquieto e irridente, malinconico e sensuale tra i maestosi e insofferenti felini, simile in tutto ad essi. Leggendo questo che potremmo definire un taccuino del dormiveglia, diario di bordo puntato su corridoi spuri della cronologia quotidiana, Gutiérrez pare intento a riportarne con mano sonnambolica ed espressione ieratica le bizzarre, interlocutorie, sbeffeggianti e inquiete visitazioni di una congerie variegata di presenze dalle molteplici derivazioni. Si affacciano sull'orlo della veglia , abbozzano un cenno che vale come un minuzioso enigma e si congedano quasi prima di aver concluso il gesto. In queste note si materializzano topolini di cioccolato forse fuggiti dal mondo delle favole o esuli dai cartoons, eventuali suicidi, decrepite e cocciute praticanti di levitazione mancata che riescono in punto di morte a librarsi finalmente sul letto della propria agonia, alieni umoristici che compaiono sotto le sembianze di un drappello di paracadutisti intenti a piantare la bandierina del proprio reggimento come noi faremmo su un nuovo pianeta, embrioni infinitesimi di libri che si moltiplicano nel silenzio ombroso di una biblioteca, bianchicci e molli come feti dalle pagine ancora incollate, un acquedotto cittadino che di punto in bianco fa sgorgare dai rubinetti un'acqua rossa come il sangue ma molto nutriente e un interminabile seguito di oggetti e situazioni bislacche burlesche e allarmanti. Il taccuino secerne senza sosta e si direbbe senza un ordine prestabilito, le sue meticolose rapide serpeggianti evocazioni, le fa scorrere sulle pagine come su uno schermo, le intramezza o le punteggia di brevi riflessioni, note a margine, e perfino manciate di righe bianche perché proprio non vogliono saperne di fissarsi sulla pagina, se proprio volete saperlo. Ed è solo al termine della lettura, come appena usciti anche noi da questo dormiveglia affollato e anarcoide, che con un breve soprassalto della memoria possiamo identificare con sicurezza i numi tutelari di questo sonno che abbiamo condiviso con i leoni: adesso li riconosciamo e nello stesso momento ritroviamo le pagine generatrici dei racconti di Kafka, le Storie di Cronopios e di Fama di Julio Cortazar e altre divinità forse meglio dissimulate o sulla cui identità la nostra memoria o conoscenza si affanna invano.

Legga la storia Macabre scoperte

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